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Informazione
notizie che non fanno notizia PDF Stampa E-mail
(0 voti)
Scritto da Maury   
venerdì 12 giugno 2009

Non tutto quel che accade è bene che si sappia in giro!



avete per caso letto la notizia dei due giapponesi bloccati a Chiasso?

come mai i nostri media continuano a NON dirci certe cose???









Perche’ questa notizia non e’ nel Corriere della Sera? o nel Sole 24 ore? o
negli altri grandi "giornali" italiani ?

Eppure come notizia mi sembra degna della prima pagina per un mese intero
sopratutto per coglierne gli sviluppi e i meccanismi con cui il potere
finanziario ci sta soffocando tutti!!!

Ragazzi, stiamo parlando di una quota del 4% del valore di tutti gli Stati
Uniti d’America!!!


Perche’ in prima pagina il corriere ci parla di Noemi
Letizia o di Gheddafi? perche’ il sole 24 ore in prima pagina esalta il nuovo
Bond Eni che permettera’ allo stato di guadagnare 1,5 miliardi di Euro???

Eppure qui stiamo parlando di 2 valigie il cui contenuto permetterebbe al
padrone (chiunque esso sia) di far parte del G8 e di estromettere proprio
l’Italia.






Lo sapete che la multa per chi esporta valuta senza
dichiararlo e’ il 40% dell’ammontare della valuta? Se lo stato italiano la
facesse pagare ai 2 giapponesi potrebbe guadagnare 38 miliardi di Euro… cioe’
potrebbe quintuplicare la sua quota come "azionista" degli USA
(passando da 11 a 50 miliardi di Euro, oppure regalare 666 Euro a ogni
cittadino italiano, nessuno escluso, oppure farci non so quante finanziarie per
ridurre il nostro debito pubblico!!!






Ultimo aggiornamento ( venerdì 12 giugno 2009 )
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tristezza PDF Stampa E-mail
(0 voti)
Scritto da Andrea Serra   
sabato 24 gennaio 2009

 

Tristezza e Serenità: utile o dannosa fa comunque parte della nostra vita

Ho trovato interessante questo articolo e vorrei parlarne con tutti voi.

La tristezza è  utile ? Possiamo evitarla? Dobbiamo accoglierla serenamente senza fare drammi?

Sicuramente, credo, se si potesse evitare non sarebbe male.

Essere tristi vuol dire, almeno in quel preciso istante , non essere felici.

Ma allo stesso tempo, mi viene da pensare, se mai è possibile una vita o ancor meglio, una giornata intera dove tutto fili liscio e nemmeno un minuti di tristezza prenda il sopravvento.

E’ difficile anche se non impossibile.

Dovremmo senz’altro cambiare il nostro modo di pensare.

Dovremme lasciar fuori dalla nostra vita tutto quello che quotidianamente può rattristarci:

Per es. non dovremmo più guardare un telegiornale o leggere un quotidiano per evitare di essere tristi.

Come riuscire a rimanere impassibili di fronte a certe notizie: Guerre, Violenze, malattie, incidenti,…

Dovremmo farci una ragione per tutto ciò che accade nel mondo e imparare a non farci toccare dai tanti, purtroppo, tristi eventi vicini e lontani che comunque si presentano nella nostra vita.

Come qualche studioso afferma nell’ articolo, però, la tristezza, può avere un suo lato positivo:

La creatività.

Sembrerebbe, e sono in parte d’ accordo, che quando si è tristi, la mente è più creativa.

Probabilmente quando si è tristi, semplicemente siamo più predisposti a pensare e  a isolarci da tutto il resto. Questo comporta uno stato maggiormente riflessivo e attento alle cose che magari in situazioni normali nemmeno vediamo.

E’ un pò come quando ci accorgiamo di una cosa importante solo nel momento in cui l’ abbiamo persa. E’ un pò come, nel momento della malattia, ci accorgiamo di Dio.



Spesso le cose importanti che abbiamo sempre con noi e che spesso non consideriamo tali, diventano per noi importanti quando non le abbiamo più o stiamo per perderle.



Così nella tristezza aneliamo alla felicità e rivalutiamo tante piccole cose che in uno stato normale nemmeno prendiamo in considerazione, a incominciare da una sana e necessaria introspezione.

Ben vengano quindi dei momenti di tristezza. Essi, infatti, ci mostreranno le cose importanti della nostra vita e man mano permetteranno di apprendere la strada per la felicità

www.viverefelici.com



 




Ultimo aggiornamento ( sabato 24 gennaio 2009 )
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assenteismo e amministrazione PDF Stampa E-mail
(0 voti)
Scritto da Andrea Serra   
giovedì 07 agosto 2008

Assentesimo nella Pubblica amministrazione

brunetta.jpg

 

Ci voleva così tanto per sconfiggere il fenomeno tutto italiano dell’ assenteismo nel posto di lavoro pubblico!



sono bastati pochi mesi e una norma che puniva severamente le migliai di malati immaginari della pubblica amministrazione per riportare le cose alla quasi normalità e a un minimo di decenza.

Fa ridere quando da alcuni balconi della mia città sventolano lenzuola con scritte del tipo " Giù le mani dalla pubblica amministrazione!" e roba del genere.

Questi sono  dati trattai da "Repubblica" sull’ esito del decreto Bunetta per la lotta ai "Fanulloni":

Un crollo verticale del 37,1 per cento. Di malati e di relative assenze nell’unico settore del pubblico impiego. Diventiamo un paese più efficiente. E anche più sano, dove le persone, nella fattispecie i dipendenti pubblici, si ammalano meno.



E’ il risultato del monitoraggio ordinato dal ministro per la Funzione Pubblica Renato Brunetta, "il miglior antidoto contro i fannulloni" come lo ha ribattezzato ieri il sottosegretario Gianni Letta, per misurare l’effetto reale del primo mese di vita del decreto anti-assenze.



"Risultati sorprendenti" roteava ieri gli occhi il ministro pregustando il dato diventato ufficiale oggi che fotografa le presenze negli uffici nel luglio 2008 rispetto al luglio 2007. Dati che secondo il dicastero si traducono in 25 mila persone in più al lavoro e, quindi, "più servizi e maggiore qualità delle prestazioni".



Il 25 giugno è entrato in vigore il decreto (appena convertito dal Parlamento) e il fatidico articolo 71, quello che regola il nuovo regime delle assenze per malattia in buona parte già anticipato da una ciroclare del ministro Brunetta. E quindi: taglio allo stipendio per ogni giorno di malattia, certificati obbligatori e non del medico curante "dopo il terzo evento di malattia nell’anno solare", obbligo della visita fiscale anche per un giorno solo di assenza e anche nei festivi.

Complimenti a una mossa, quella del ministro Brunetta, che è riuscita nell’ intento di smascherare i tanti malati immaginari della nostra pubblica amministrazione.

Ma non bisogna abbassare la gurdia!

E’ stata vinta una battaglia, anche importante, ma non la guerra!



Guardate come ci si comporta al ministero dell’ ambiente:

Resta il caso del ministero del ministero dell’Ambiente, l’unico dei 70 uffici interpellati che conferma anzi aumenta tutte le sue malattie: 726 giornate di malattia contro le 711 del mese di luglio dell’anno scorso. Nel ministero diretto da Stefania Prestigiacomo i dipendenti non hanno "risentito" dell’effetto-annuncio nè dell’effetto-decreto. Continuano ad ammalarsi come e più di prima. Stando alla cura Brunetta dovrebbero avere la visita del medico fiscale. Certo è dura controllare a casa nello stesso giorno più di settecento persone.

I fannulloni devono essere toccati in ciò che hanno di più caro: LO STIPENDIO!

E in seconda battuta il lavoro.

Credo che solo così si potrà veramente sconfiggere il fenomeno dell’ assenteismo per malattia e non solo dal posto di lavoro.



con ciò si vogliono tutelare anche i tanti dipendenti pubblici che lavorano con passione e volontà e che spesso devono sdoppiarsi per coprire il lavoro dei loro colleghi assenti per finte malattie.






Ultimo aggiornamento ( sabato 24 gennaio 2009 )
 
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