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tangentopoli PDF Stampa E-mail
(2 voti)
Scritto da Andrea Serra   
marted 29 luglio 2008
Indice articolo
tangentopoli
Pagina 2
Pagina 3

Tangentopoli e mani Pulite

E’ storia passata o  attuale situazione e più che mai  persistente di un modo di agire del mondo imprenditoriale e politico della nostra povera Italia?

Sicuramente il termine Tangentopoli indicava un periodo ben preciso della nostra recente storia passata, risalente ormai ai primi anni 90.

Tangentopoli sembrava regalare all’ Italia finalmente un’ area nuova, di pulizia morale e giudiaziaria, quando finalmente grazie a un gruppo di coraggiosi magistrati con in testa Di Pietro, fu scoperchiato il coperchio di una grande pentola dentro la quale ribolliva da anni un sistema di corruzione, di tangenti, di brogli di ogni tipo. Un sistema politico economico fondato sul malafare e sulla disonestà.

Un sistema corrotto che  infettava  buona parte della politica, della amministrazione, del mondo imprenditoriale. Chi voleva qualcosa doveva pagare!

Ancora una volta chi poteva pagare superava chi aveva merito



Ma oggi tutto questo è finito?

oppure i recenti casi "Del Turco" e company riportano alla ribalta un sistema che non ha mai smesso di operare?

Forse che Tangentopoli e Mani pulite non sono servite a nulla e ancor oggi viviamo, inconsapevoli spesso, in un mondo corrotto quanto e più di prima?



Nelle pagine seguenti riportiamo una breve Storia di Tangentopoli, perchè nessuno dimentichi e perchè veramente, grazie ai milioni di italiani onesti, questo malcostume italiano  abbia fine una volta per tutte.

Storia di Tangentopoli e mani Pulite


Il 17 febbraio del 1992 l’ingegnere Mario Chiesa, presidente dell’ospizio milanese "Pio Albergo Trivulzio", veniva arrestato dagli uomini della Guardia di Finanza del capoluogo lombardo mentre all’interno del proprio ufficio intascava una tangente di 7 milioni, prima tranche di una mazzetta di 14 milioni per un appalto delle pulizie.
Mario Chiesa è un politico socialista, in precedenza assessore ai lavori pubblici della Provincia di Milano. Il suo referente politico è il segretario del Psi Bettino Craxi che lo definisce un "mariuolo". Il partito lo espelle  poiché si è in piena campagna elettorale.Antonio Di Pietro, ex poliziotto arrivato in magistratura, lo interroga, ma Chiesa rifiuta sdegnato ogni invito a spiegare le sue attività. È muro contro muro, fino a quando non saltano fuori una quindicina di miliardi nascosti in Svizzera (conti Levissima e Fiuggi). Allora Chiesa cambia atteggiamento e parla. Di se stesso e degli altri, politici e imprenditori: «Eravamo un partito autofinanziato e siamo diventati il partito delle clientele e dello scambio tra occupazione del potere e lobby economiche».Quella che sembrava una operazione di routine volta a sanzionare l’ennesimo episodio di corruzione, si rileverà ben presto soltanto l’inizio di un caso giudiziario senza precedenti, in seguito denominato "Tangentopoli".  Partendo dalle rivelazioni di Mario Chiesa e di alcuni imprenditori, infatti, la procura di Milano disvelerà un sistema di corruzione che per anni aveva dominato la politica e l’economia italiana. Due mesi dopo l’arresto del presidente del "Pio Albergo Trivulzio", il cosiddetto pool "Mani Pulite", composto dall’allora capo della procura milanese, Francesco Saverio Borrelli, e dai sostituti Antonio Di Pietro, Gherardo Colombo, Piercamillo Davigo e Tiziana Parenti (alla quale nel ‘93 subentrerà Ilda Boccassini), mette sotto inchiesta gli assessori al comune di Milano.

All’inizio, a svelare i traffici sono soprattutto gli imprenditori, piccoli e grandi. Quando capiscono che la procura marcia come uno schiacciasassi, e si accorgono che raccontare al pool il sistema delle tangenti fa loro evitare la galera (o la riduce a pochi giorni) si mettono in fila davanti alle stanze dei sostituti procuratori. Sono durissimi e circostanziati: si dichiarano tutti concussi, ma pochi saranno in grado di dimostrare la loro estraneità e innocenza, mentre la gran parte sceglierà la via del patteggiamento o sarà condannata.



 
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