09 settembre 1998 – 09 settembre 2008:già dieci anni sono passati dalla morte di Lucio Battisti: uno dei più grandi cantautori che l’Italia abbia mai avuo, ma il ricordo di lui e della sua musica che fece da colonna sonora ad intere generazioni è più forte che mai.Nato a Poggio Bustone (Rieti), il 5 marzo 1943, imparò giovanissimo a suonare la chitarra, da autodidatta; nel 1962, dopo aver messo in un cassetto il diploma da elettrotecnico, mosse i primi passi nel mondo della musica e si trasferì dapprima a Napoli, dove si unì ai Mattatori e ai Satiri e poi a Milano dove incontrò il gruppo di Tony Dallara, I Campioni, e Roby Matano, il primissimo a credere in lui.Tra Battisti e la città meneghina sarà amore a prima vista: Lucio trascorrerà qui tutta la sua vita, dapprima al quartiere del Giambellino e in seguito in Brianza,a Molteno.Il 1965 è un anno cruciale: Battisti incontra Giulio Rapetti, meglio conosciuto come Mogol che rimase impressionato non tanto dalle capacità artistica di Lucio quanto dalla sua umiltà nell’ammettere i propri limiti e dalla sua voglia di fare e di migliorarsi.Fu l’inizio di una grande amicizia e di un sodalizio artistico inossidabile.L’uscita del 45 giri Per una lira (lato b: Dolce di giorno),edito dalla Ricordi nel 1966, è il vero è proprio battesimo musicale di Battisti: la copertina del cd lo mostrava di spalle, abbracciato a un ragazza; si era deciso di non mostrarne il volto perché un pezzo grosso della sua casa discografica aveva sentenziato: : "Con quella faccia non potrà mai sfondare"…Ma, in fondo, di giudizi avventati e sbagliati è pieno il mondo della canzone.Un paio d’anni più tardi incide Balla Linda e presenta al Cantagiro, in coppia con Wilson Pickett, Un’avventura (lato b: Non è Francesca) : qualcosa nel panorama musicale italiano sta cambiando, per sempre.Il ’69, al Festivalbar, Battisti presenta Acqua azzurra acqua chiara e spopola.Sempre dello stesso anno un altro grandissimo capolavoro: Mi ritorni in mente: straordinaria sintesi musicale tra atmosfere blues e un’orchestrazione che la critica definirà addirittura "pucciniana". L a prima metà degli anni ’70, coincide con l’apice del successo: Fiori rosa, fiori di Pesco, La canzone del sole,Emozioni, Pensieri e parole, I giardini di marzo , sono solo alcuni dei titoli, talmente straordinari da essere considerati miti, che hanno segnato un’epoca.Ogni suo disco, frutto di un impegno costante, meticoloso, curato nei minimi particolari, è un successo grandissimo: la sua voce fa innamorare, vivere e sognare milioni d’italiani…il pubblico lo ama, ma nonostante questo, nel 1976, Lucio in un’intervista fa un annuncio sconvolgente:“Non parlerò mai più, perché un artista deve comunicare con il pubblico solo per mezzo del suo lavoro”.Con la compagna di sempre, Grazia Letizia Veronesi e il figlio Luca, si ritira così nella sua villa in Brianza; qui continua a dedicarsi alla musica con lo stessa passione di sempre, pur non riscuotendo lo stesso favore commerciale (l’ ultimo suo album Hegel,edito nel 1994, venne accolto freddamente dal pubblico e dalla critica forse perché giudicato troppo freddo a causa dell’eccessivo ricorso a sonorità computerizzate) fino a quando il 9 settembre 1998 morì, a 55 anni. Quel giorni di dieci anni fa l’Italia, riascoltò le sue canzoni e pianse uno dei suoi artisti più grandi artisti. Lucio Battisti, al di là della sua vasta produzione, ci ha lasciato una grandeeredità umana ed emozionale; le sue canzoni, qualcosa di più che semplice musica leggera, non se ne sono andate con lui:la dolcezza infinitae le emozioni che la sua musica- e la sua poesia – ci hanno messo nel cuore, rimarranno per sempre.
Sesso in Italia?
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Sai, forse nn hanno messo l'n70 perch f...
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DIO MIO, KOME MAI NON E' NELLE KLASSIFIK...
Classifica migliori ...
l'n70 e' sikuramente il migliore
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